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Come faccio a scegliere lo psicologo che fa per me?

Quando ci approcciamo alla possibilità di iniziare un percorso ci poniamo tutti questa domanda.

Il panorama della psicologia clinica e della psicoterapia è costellato da moltissimi approcci che rispecchiano la visione con cui ci si pone di fronte l'altro, di fronte al paziente.

L'approccio che ho sposato è quello della Psicoterapia della Gestalt. A questa scuola appartiene una visione complessa della relazione terapeutica. Si parte dall'idea che l'incontro si basi su una relazione autentica e sull'interesse spontaneo e reciproco tra terapeuta e paziente.

Ogni paziente porta con sé una storia che con fatica e dignità ha costruito. Quello che si fa con la terapia è capire cosa in quel momento di vita non sta scorrendo fluidamente, cosa preme per prendere una nuova forma e in che modo la relazione con l'altro (con il terapeuta) può essere di sostegno per andare verso un modo nuovo di stare al mondo.

Il sintomo in Gestalt è visto come un alleato, con un adattamento creativo, che la persona mette in atto impiegando tutta la forza di cui dispone.

Durante la terapia si coglie la bellezza di questo sintomo, di questo sforzo, provando a seguire cosa vuole indicare quel malessere.

La domanda che ci si pone non è "perché questa sofferenza?", quanto "verso cosa mi vuole portare il mio dolore? Cosa mi indica?"

La terapia della Gestalt è basata sul rispetto profondo del sapere che alberga in ognuno di noi e sulla riscoperta di questa capacità saggia e di autoguarigione.




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